Nous serons au salon du tourisme Paris | 15-18 mars 2024
Manastirea Bogdana

Regione

Bucovina

Città

Rădăuți

Monastero Bogdana
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Monastero Bogdana

La chiesa fu costruita nel 1359 dal principe regnante Bogdan I. E’ la più antica chiesa in pietra della Moldavia, necropoli della famiglia principesca fino ad Alessandro il Buono (1400-1432), quando diventò residenza vescovile. Durante il suo regno, Stefano il Grande pose sulle tombe di sei principi regnanti delle pietre tombali riccamente ornate con iscrizioni in lingua slava liturgica (slavone). Sopra l’ingresso c’è un’iscrizione per una donazione fatta nel 1517, da Bogdan III. Nel 1559 Alexandru Lapusneanu aggiunse un portico chiuso e diede uno stile gotico alle finestre.
Tra il 1744 e il 1750 sono stati stampati qui, dal vescovo Varlaam, numerosi documenti in lingua romena con caratteri cirillici, uno dei quali, del 1745, si trova tuttora qui.
Nel 1775 il nord della Bucovina fu occupato dall’Impero austro-ungarico. Nel 1781 fu costruita la torre campanaria e l’anno dopo il vescovado fu trasferito a Cernauti. Pertanto nel 1783 il monastero fu chiuso e la chiesa del monastero fu trasformata in chiesa parrocchiale, essendo state demolite le abitazioni dei monaci. Nel 1876 fu costruita la casa parrocchiale. Nel 1918 la Bucovina ritorna alla Romania ma il monastero sarà nuovamente riattivato solo nel 1992.
Nel nartece ci sono sette tombe di principi regnanti oppure famigliari stretti. Nell’esonartece, invece, ci sono tre tombe: vi sono sepolte due principesse e il vescovo di Radauti.
Sempre nel nartece si trova l’erma con le reliquie del Santo Leontie, eremita romeno, che visse in Moldavia nel XV secolo. Siccome nel 1639 la città fu attaccata da predoni, i frati nascosero le reliquie sempre nella chiesa sotto il quadro votivo dei fondatori. Furono ritrovate nel 1974 e posate nell’erma nel 1991 per la venerazione. Nel 1992 l’eremita Leontie fu canonizzato con commemorazione il primo luglio.
La chiesa non ha subito alcuna trasformazione e alterazione di stile. Presenta 11 finestre, mura spesse 1,4 m con 10 contrafforti. La chiesa non ha una torre, il tetto è alto e molto inclinato.
All’interno la chiesa è una sintesi di elementi romanici, bizantini e gotici. Per quanto riguarda la pittura interna non si sa quando è stata realizzata per la prima volta, ma all’inizio del XV secolo era già dipinta. La pittura ha subito vari restauri, alcuni però con effetti negativi. Ci sono quattro affreschi di valore: L’ultima cena, La comunione dei santi apostoli con il pane, La comunione dei santi apostoli con il vino e il Lavaggio dei piedi. Questi affreschi somigliano molto a quelli di Voronet. L’intera pittura è stata rifatta nel 1880, dal pittore Epaminonda Bucevschi. Nel quadro votivo c’è la figura di un sovrano che probabilmente è Bogdan I poiché la miniatura della chiesa che tiene in mano, non comprende il portico aggiunto più tardi. Gli altri due principi regnanti raffigurati sono probabilmente Alessandro il Buono e Stefano il Grande.