Regione

Moldavia

Città

Iași

Chiesa Tre  Gerarchi
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Chiesa Tre  Gerarchi

Si può dire che questa chiesa è la più bella mai realizzata da Vasile Lupu, un vero merletto in pietra. Fu costruita tra 1637 -1639 e dedicata ai Santi Basilio di Cesare, Giovanni Crisostomo e Gregorio Taumaturgo. Somiglia molto alla chiesa del monastero Dragomirna (1606-1609). La pittura fu eseguita nel 1642 dai migliori artigiani della corte dello zar, in oro e lapislazzuli, purtroppo distrutta oppure coperta durante i restauri del 1882.

La chiesa fu danneggiata dai tartari e cosacchi nel 1650, dai polacchi nel 1686 e dagli incendi del 1808 e 1827 e dai terremoti del 1701, 1738, 1790, 1802, 1829.

L’architettura è di tipo gotico e rinascimentale con decorazioni esterne che inizialmente erano dorate e combinano elementi turchi, arabi, georgiani, armeni e persiani con elementi romeni, disposti in 30 registri, senza che i motivi si ripetano. La chiesa fu costruita con grandi blocchi di pietra calcarea scolpiti e sagomati, uniti tra di loro con piombo fuso. La forma è tipica delle chiese moldave con la divisione tra portico, nartece, navata e altare chiuso dall’iconostasi  e tre abside poligonali, ognuna con tre finestre strette e alte. 

Paolo di Aleppo, il siriano che attraversò la Moldavia nel 1653, scrisse che la chiesa “stupisce la mente di chi la guarda” e il turco Evlia Celebi, nel 1659, scriveva che “non è possibile descriverla in parole o con la penna”.

E’ la necropoli per le famiglie regnanti di Vasile Lupu (morto a Constantinopoli, il figlio Stefanita portò il suo corpo in Moldavia), Dimitrie Cantemir (morto nel 1723 in Russia a Dimitrovka, il suo corpo fu portato nel 1935 in Moldavia) e Alexandru Ioan Cuza (morto in esilio in Germania, nel 1873, il suo corpo fu portato dal castello Ruginoasa nel 1947). Le quattro pietre tombali in marmo nero ornato si trovano nel nartece.

Nel 1641 la Patriarchia di Costantinopoli donò al monastero le reliquie di Santa Parascheva, che diventò così il santo protettore della Moldavia. Le reliquie furono spostate da Costantinopoli via mare, accompagnate da tre metropolita greci, dell’Eraclea, Adrianopoli e Patras. In seguito a un incendio, quando l’argento che ricopriva l’erma fondò, ma il legno e le reliquie rimassero intatte, le reliquie furono spostate nel 1888 nella chiesa metropolitana. Le reliquie di Santa Parascheva sono state prima, per 160 anni a Trnovo ( Veliko Tarnovo in Bulgaria), per 3 anni nel 1393 in Valacchia, per 125 anni in Serbia prima del 1521 quando tornarono a Constantinopoli, nel quartiere Fanar, fino nel 1641. La nicchia in marmo con decorazioni in pietre preziose e mosaici è adesso occupata dall’erma del Santo Gerarca Vasile il Grande ricevute dal principe nel 1650. Le reliquie furono confiscate dalle autorità nel 1975 e restituite nel 2000. 

Nel cortile si trovava un monastero del quale è rimasta solo una sala, chiamata gotica, l’antica “Schola Basiliana” dove funzionava la scuola di lingua greca e slavone (lo slavo religioso antico) fondata nel 1640. Qui è stata installata la tipografia (portata da Kiev) dove fu realizzata la prima stampa in lingua greca in Moldova e l’anno successivo, nel 1643, l’Omelia del metropolita Varlaam, in lingua romena. Sempre qui fu stampato nel 1646 il Codice delle leggi moldave/Pravila di Vasile Lupu e altre opere del metropolita Varlaam. Qui fu ospite nel 1821 lo zar Pietro il Grande, nel 1711, quando visito la Moldavia, durante il regno di Dimitrie Cantemir.

Fu restaurata nel 1882-1900 dall’architetto francese Lecomte de Nouy che purtroppo distrusse la pittura interna. Alcuni frammenti si trovano nel museo del monastero. La pittura interna è stata rifatta in stile neobizantino, secondo la pittura di Curtea de Arges e furono introdotti anche dei mosaici, come quello sopra il portale tra il portico e il nartece.  Furono modifiche anche le torri sopra la chiesa, eliminate le cupole sopra le absidi e fu sostituito il tetto in piombo con un tetto in pietra. Nel 1882 fu demolita anche la torre di guardia, dove nel 1640 fu montato il primo orologio pubblico della Romania che si trovava sopra a otto campane che erano messe in funzione per annunciare le ore. Non si sa per quanto tempo abbia funzionato ma si parla di un secondo orologio nella torre della corte principesca. Anche gli altri edifici del monastero furono demolite nel 1891. L’iconostasi della chiesa risale alla fine del XIX secolo, quando fu necessario sostituire l’antica iconostasi danneggiata. E’ scolpita in marmo di Carrara e decorata con mosaici e smalti. Le candele, i candelabri e tutti gli arredi della chiesa risalgono allo stesso periodo, dell’ultimo restauro, e sono stati realizzati in bronzo ornato di avorio e pietre preziose.

Probabilmente è andato distrutto durante gli incendi. Nel 1904 la chiesa fu nuovamente santificata alla presenza del Re Carol I e della famiglia reale. 

Durante gli ultimi restauri del 1998 la leggenda secondo la quale la chiesa era dorata è stata confermata solo che non si sa se tale intervento risale al XVII secolo oppure ai restauri del 1882. 

Dopo tanti anni di funzionamento come chiesa, dal 1991 diventa nuovamente monastero. Nel 1997 fu installato il busto di Mihai Eminescu che per un periodo vi abito.