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Oltenia

Monastero Cozia
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Monastero Cozia

Il vecchio nome del monastero era Nucet, cioè frutteto di noci. Cozia è la traduzione dalla lingua cumana (estinta nel XVI secolo) in romeno. Fu costruita nei pressi di una più antica chiesa costruita da Negru Voda, il fondatore dello stato valacco. La chiesa fu costruita da un mastro muratore serbo tra 1386 e 1391 durante il regno di Mircea del Batran (1386-1418). La consacrazione della chiesa fu fatta dal padre Nicodim del monastero Tismana.

I primi affreschi interni sono del 1390-1391. Mircea il Vecchio / Mircea cel Batran ha dato al monastero il diritto di estrarre il sale dalla miniera di Ocnele Mari. Il monastero aveva zingari, (servi della gleba) per l’estrazione del sale ma anche per il lavaggio della sabbia aurifera del fiume Olt.   

Al tempo di Neagoe Basarab (1512-1521) è stata costruita la fontana. Il principe Constantin Brancoveanu (1688-1714) ha fatto aggiungere nel 1706-1707, l’ingresso colonato nello stilo tipico brancoveanu. 

Nel porticato si trovano le tombe di Mircea cel Batran e della madre di Michele il Bravo, Teofana, che divento monaca nel 1601, dopo la morte del figlio che era riuscito per poco tempo a unire tutti i territori abitati dai romeni. 

Lo stile della chiesa è bizantino a pianta trilobata con una base di grandi pietre con muratura a strisce orizzontali, a vista. Si notano i bellissimi inquadramenti delle sette finestre. La pittura interna fu rifatta nel 1704-1705 dalla famiglia dei Cantacuzino. Nel 1984-1985 fu scoperta la pittura originale nel nartece. 

Il monastero a due PARACLIS, cioè due piccole cappelle. La prima fu costruita nel 1583 e la seconda in stile brancoveanu nel 1710.

Il monastero ha anche una BOLNITA – cappella per malati, posta vicino al cimitero. Fu costruita nel 1542-1543 e si trova fuori dal monastero, dell’altra parte della strada. 

Il monastero è stato un importante centro culturale romeno. Qui funzionava nel 1415 una scuola monacale. 

Un periodo meno felice è tra 1879-1893 quando il monastero fu trasformato in prigione. Durante la prima guerra mondiale e l’occupazione tedesca, fu ospedale e stalla per i cavalli. L’ultimo restauro risale al 1959.

Le acque innalzate per effetto della diga sul fiume Olt, lambiscono la fondazione delle abitazioni su lato orientale. 

Poco a monte, lungo il fiume, sull’altra riva, si trovano i resti di un castro romano, Arutela.