Dobrogea - Constanța - Farul - Romania for all

Regione

Dobrogea

Città

Constanța

Faro genovese
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Faro genovese

Il piccolo faro alto soli 8 m si può ammirare in riva al mare.

L’origine del nome del faro è contraddittoria. Una delle leggende racconta che c’era un faro di legno dall’epoca dei navigatori genovesi. Un’altra, sempre plausibile, racconta l’origine genovese degli operai che costruirono il faro di pietra.

A quest’obiettivo turistico emblematico si associano più leggende. Sembra che qui fu costruito un faro in legno dai Genovesi che intrattenevano scambi commerciali  con gli abitanti di quest’area del Ponto Eusino (XII secolo). In realtà il primo faro a Constanta fu costruito nel 1822-1824 da una società austriaca con sede a Sulina che si occupava della manutenzione dei fari lungo la riva del Mar Nero. Per la manutenzione e cura del faro di Constanta la società inviò un suo dipendente di origine croata, Toma Radicevici. Questo sposo una vedova armena arrivata a Constanta con il suo marito, un ricco commerciante di Varna. Durante la guerra russo-turca del 1828-1829 e della pace firmata a Adrianopoli ( oggi Edirne) del 1829, Dobrogea fu occupata dall’esercito russo e il faro fu distrutto. Radicevici aprì una locanda i cui clienti erano proprio i soldati russi. Nel 1850 Radicevici morì e sua moglie, la seconda volta vedova, senza figli, portò a Constanta nel 1852, da Varna, i sette figli e figlie orfani di sua sorella, sei ragazze e un ragazzo. Nel 1853 comincia la guerra della Crimea (1853-1856) tra l’Impero zarista e la coalizione turco-anglo-francese. Di conseguenza nel 1854 arrivarono a Constanta le truppe francesi. Uno degli ufficiali francesi, ingegnere costruttore, Artin Aslan ( di origine armena), ferito nelle lotte fu assegnato  per recupero nella locanda della vedova Radicevici. Qui Aslan conosce una delle nipote, Mairam, che sposa. Loro diventeranno più tardi gli amministratori della locanda. Dopo aver recuperato le sue forze Artin Aslan promette al sindaco turco di Constanta di ricostruire il faro distrutto nel 1829. Con l’aiuto dell’esercito francese ordinò in Francia la cupola metallica del faro. La costruzione del faro durò un anno, dal 1860. Dopo il 1861 Artin Aslan lavorò per la DBSR (Danube and Black Sea Railway Co. Ltd.), che costruiva la ferrovia tra Cernavoda e Constanta. Artin Aslan morì nel 1890 e il suo faro rimase in funzione fino al 1905, quando fu messo in funzione il nuovo faro alla fine della diga. Il “nome” del faro è di origine turca “Geneviz Calé” (“fortezza genovese”).

L’altezza totale del faro è di 8 m, essendo sistemato a circa 21 m sopra il livello de mare, mentre la sua luce è visibile da circa 15 miglia marine. L’interno, a forma cilindrica, ospita la scala a gradini di pietra.

Quando fu costruito il nuovo faro Carol, il Faro genovese fu disabilitato, rimanendo solo un simbolo della città. La sua luce fu nuovamente accesa dal 2020.

Un’altra curiosità è legata a una nipote di Artin Aslan. Tigran Aslan, fratello di Artin Aslan, anche lui ufficiale e ingegnere francese, venne a Costanza dopo la smobilitazione, dove sposò un’altra nipote della vedova Radicevici. Dopo il matrimonio, Tigran si trasferì come ingegnere alla Commissione europea del Danubio a Braila, dove in seguito nacque sua nipote Ana Aslan, la famosa gerontologa, Dr. Ana Aslan (1897-1988) che nel 1957 presentò per la prima volta, al Congresso internazionale di Gerontologia di Verona, il concetto Gerovital H3.